#FrankiFunny

Siete tristi? Avete voglia di ridere? Cercate altrove... Alt, scherziamo! Leggete e non ve ne pentirete...

LA CORRETTA SCRITTURA DI UNA SATIRA (SECONDO ME)

 

Salve, sono Nicolò Clementi, e per una volta nella mia vita proverò a essere serio. Ho ricevuto vari complimenti da parte di docenti e alunni per via delle mie satire. Vi spiegherò come si possano scrivere delle satire, e vi dimostrerò che basta un po’ di vena umoristica e il gioco è fatto. Tutto si divide in pochi punti facili da sviluppare e da imparare. Se seguirete bene questo semplice percorso, riuscirete a scrivere una satira ben strutturata e da un piacevole effetto immediato da parte del lettore dell’articolo stesso.
PUNTO PRIMO
La satira si basa sulla capacità di mettere in risalto le particolarità e le strane abitudini altrui, senza insultare o ferire il soggetto. La satira si basa sul carattere, sulle abitudini, sul modo di parlare e di agire del soggetto. Non si deve mai trattare dell’aspetto fisico del soggetto, a meno che non lo si conosca molto bene e che egli
sia d’accordo, poiché potrebbe prenderla male. Un’eccellente tecnica per iniziare bene, infatti, è proprio quella di parlare della “routine” del personaggio. Segue l’esempio:
SOGGETTO A si scorda le cose facilmente, tende a dimenticarle poche ore dopo averle imparate, è quindi piuttosto smemorato.
Il SOGGETTO A deve sottoporsi a delle sessioni di terapia d’urto lunghe ore e ore per poter imprimere a fuoco nella sua mente qualcosa.

PUNTO 2

Le cifre e le probabilità esagerate sono un ottimo modo per far sorridere la gente. Percentuali, cifre ridicolmente alte e numeri strani fanno un simpatico effetto sul lettore. Si predilige l’utilizzo di numeri strani, senza scriverne lunghi di cinquanta cifre. Segue l’esempio:
SOGGETTO B non bada mai a spese, fa continui acquisti dando fondo ai propri risparmi, e perciò chiede parecchi prestiti.
SOGGETTO B chiede mediamente 621 prestiti al giorno, infatti egli è la causa del fallimento del 67% delle banche italiane. (Esempio corretto)
SOGGETTO B richiede mediamente 100000000000 prestiti al giorno ed è la causa del fallimento del 100% delle banche in Italia (Esempio errato)

PUNTO 3
Citare un personaggio famoso per associare le sue abitudini a quelle del soggetto è cosa buona e giusta. Si cerca di escludere il mondo della politica e anche in questo caso è consigliato non esagerare (ad esempio evitare di parlare di persone morte, vittime di attentati o di omicidi). Segue l’esempio:
SOGGETTO C è estremamente aracnofobico, quando un ragno gli sale addosso lui scalcia e corre all’impazzata
SOGGETTO C è estremamente aracnofobico, quando un ragno gli salta addosso ha l’incredibile capacità di ballare come Sven Otten sotto l’effetto di dieci tazze di caffè, nel vano tentativo di scrollarselo di dosso.
PUNTO 4 (OPZIONALE)
Mettere in risalto le qualità di un soggetto è ottimo, poiché lo rende fiero ed elogiato, e fa ridere il lettore. Segue l’esempio:

SOGGETTO D è il numero uno a scuola, ha sempre la mano alzata e fa tutti i compiti.
SOGGETTO D è così bravo a scuola che riuscirebbe a dirti anche il codice fiscale di quel prozio che non vedi mai, in cirillico.

PUNTO FINALE

Non basta parlare delle abitudini del soggetto, è consigliato anche narrare in chiave umoristica cose che gli sono successe. Come sempre assicurarsi che la vicenda sia narrabile e che non urti la sensibilità del protagonista. Segue l’esempio:
Ieri SOGGETTO E è inciampato ed è caduto dalle scale
Ieri SOGGETTO E è goffamente precipitato da 23 piani di scale, a una velocità superiore del suono rotolando dagli scalini e distruggendo l’intera rampa con un frastuono assordante.
Spero che questi consigli vi siano stati d’aiuto. Rimanete connessi per maggiori informazioni.

La prof di Italiano

 

La mia prof di Italiano parla meglio il Latino che la lingua per cui ha ottenuto la cattedra. Spesso si lascia andare e spiega in Latino, per ore e ore, senza accorgersene. Ha inoltre la peculiare abitudine di spostare le materie a proprio piacimento. Certe volte si crea un 

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accatastamento di materie, e in due ore, riesce, con un’abilità sovrumana, a spiegare Antologia, Letteratura, Grammatica, Storia e Geografia assieme (ovviamente in Latino, qualche volta le scappa anche il Greco). 

Inoltre ogni sua lezione contiene mediamente dalle 40 alle 65 citazioni di filosofi e personaggi politici antichi. E’ inoltre capace di venire a scuola anche quando la sua temperatura corporea supera il punto di fusione del tungsteno, o quando ha così poca voce da esprimersi a gesti. 

Mediamente, fa cadere qualsiasi cosa le capiti in mano nell’acqua, nel latte, nella candeggina o in qualsiasi altro liquido o semiliquido. Per queste ragioni sono andate perse decine e decine di telefoni, gioielli, documenti, e una quantità spropositata di libri, alcuni dei quali preziosissimi, e fragili documenti vecchi di millenni, poiché ha l’incredibile capacità di leggerli senza la minima traccia di difficoltà o disagio. Leggende narrano che la sua sbadataggine sia la causa principale della perdita del 40% degli annali storici più importanti d’Europa. Ciò in realtà non è un problema, perché la prof fortunatamente ha memorizzato tutto ciò che è andato perduto.

 

                                                                                                                                                                        

                                                                                                                                                                Nicolò Clementi, III L

 

 

 

 

Il prof di Sostegno

 

 

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Descrivere in modo serio o divertente un nostro 

prof?! Ne abbiamo scelto uno: il prof di sostegno.
Nella nostra classe lui è il re! Questo soprannome deriva dal fatto che la nostra
prof di Matematica si è autoproclamata regina, e dato che lui ha molte ore
insieme a lei, è diventato inevitabilmente il re. Il prof ha persino una sedia personalizzata con il
suo nome, una corona e la scritta “The King”. Per tutti noi questa sedia è “Il Trono”.
Il nostro prof porta gli occhiali sia da vista che da sole,ma quelli da sole non li
porta all’aperto, dove andrebbero indossati; spesso li indossa anche in classe, e
assomiglia molto ad un investigatore privato sotto copertura. Una volta un
nostro compagno ha usato la sua giacca e i suoi occhiali proprio per imitare un
poliziotto che doveva indagare su un caso. Questa è la prova di quanto il prof
assomigli ad un vero detective. Un altro oggetto che porta sempre con sé sono le sue
chiavi. Ma anche queste non sono normali; il portachiavi infatti è un fischietto,
che usa per richiamarci all’ordine quando facciamo confusione, un po’ come i
generali in caserma, o gli arbitri allo stadio.

Siamo "pazzi" di gioia quando arriva lui nelle ore di supplenza; spesso ci
lascia fare quello che vogliamo, senza mai esagerare!
Noi alunni siamo molto affezionati al nostro prof, perché è divertente e
simpatico, ma sa anche essere serio, quindi speriamo di averlo anche il prossimo anno.

 

 Marta Gavello, Alice Carini e Margherita Bonelli, II A

 

 

Il prof di Arte

 

 

C’è subito una particolarità che salta all’occhio sentendo parlare il mio prof. di Arte: deve avere qualcosa che non va con le corde vocali. Ciò che intendo dire, è che le sue lezioni sono sconsigliate da 9 cardiologi su 10 per i deboli di cuore, questo perché alza il volume della voce in modo casuale e poco prevedibile.

Passa dal volume di voce di un anziano dopo un bicchiere di latte caldo prima di dormire, al tono di voce di un comandante spartano palestrato alla battaglia delle Termopili di fronte al re Serse I di Persia. Finora 4 studenti hanno rischiato l’infarto, gli altri 19 temono per la loro vita.Risultati immagini per prof pittore cartoon

Tralasciando questi piccoli particolari, il prof. ha un profondo amore per l’arte. Cosa alquanto strana, poiché penso di aver studiato più chiese che altro.Grazie a lui, ora conosco tutte le principali basiliche e cattedrali d’Italia, le chiese in provincia, e i santuari di 2 metri cubi situati fra una gola e l’altra di un qualche colle italiano sperduto fra la valle d’Aosta e il Piemonte. Tutt’ora non so se vantarmene, ma non c’entra.

Il prof. ha viaggiato per tutta Italia ed è andato a New York. Si sa poco o nulla su questo leggendario viaggio. Il punto forte delle sue lezioni è che si può intuire ciò che bisogna e ciò che non si è costretti a sapere. Le parole chiave vengono infatti trascritte alla lavagna con dei caratteri cubitali di 120 centimetri, e vengono urlate con una potenza di 180 decibel (equivalenti al rumore di uno shuttle per la Luna a pochi metri di distanza) mentre le informazioni superflue vengono quasi sussurrate.

Anche se non lo ha mai dichiarato pubblicamente, sono più che certo che la sua più grande ambizione sia diventare, prima o poi, presidente del consiglio…in quanto a produzione ed utilizzo di slide è già a posto!

                                                                                                                                                                           

 

 

Nicolò Clementi, III L

 

 
 
 

La bidella

 

 

Il più brillante dei nuovi acquisti della scuola "Anna Frank". Si è guadagnata il grado più alto fra le bidelle della scuola, vincendo 9 incontri su 11 a una rissa nei bassifondi della città. La vittoria l'ha motivata a intraprendere un lungo cammino. Ha partecipato a diversi spionaggi per conto dell'Unione Sovietica, ha combattuto in Pakistan come veterano di guerra e ha vinto 317 incontri all'ultimo sangue. Quando apre la porta provoca dei terremoti di magnitudo 11.5 innescando un meccanismo di reazione a catena che fa crollare 3 delle 4 pareti della scuola. Si stimano numerosi feriti, così tanti che la protezione civile ha intenzione di togliere tutte le porte in questa scuola. Risultati immagini per militar woman with glasses cartoons

Tutti la temono, studenti, insegnanti, le altre bidelle, il Preside, la Sindaca, il Ministro dell'Istruzione. E così via.

NESSUNO osa sporcare.

Nessuno che tenga alla sua vita. Basta un po' di carta per terra.

Grazie ai suoi sensi riesce a proiettare il colpevole e a stanarlo. Ovunque egli sia. Dietro alla lavagna, nell'armadio, in casa sua, in Turkmekistan, nello spazio aperto. Lei non sa chi tu sia o cosa tu voglia, ma ti cercherà. Ti troverà. E ti farà pulire la classe con la lingua.

Come sconfiggerla? Con le tastiere e le chitarre. Che siano davanti alla porta, dietro a un banco, in un remoto angolo della stanza o sul tetto del Grattacielo dei Mille. Questo fenomeno è studiato tutt'oggi dai migliori professori di Fisica alla Bicocca. Tuttora senza risultati.

                                                                                                                                                                                         

 

 

Nicolò Clementi, III 

La prof di Italiano

 

Molti anni ormai che la conosco, lei, temuta da tutti, dal preside ai genitori che ai colloqui cercano sempre di evitarla pur di non dover tornare a casa e sgridare il proprio figlio. Quando è in classe nessuno fiata e addirittura le fastidiose zanzare hanno paura di ronzare attorno. I professori del conservatorio, che sono a loro volta molto severi, non sono niente rispetto a lei che (se fosse ancora vivo) metterebbe paura perfino a Napoleone; neanche lui potrebbe comprendere quel sorriso enigmatico, ormai divenuto più celebre della Gioconda. Le sue prove sono paragonate ai peggiori supplizi che durano fino a quando non suonerà la campanella (vi assicuro, un tempo infinito). E non finisce qui: le sue terrificanti grida sono piacevoli quanto una forchetta che striscia su un piatto. Le sue classiche merendine sono invitanti, specialmente all’ultima ora, ma ancor di più quando, dopo la sua lezione con caffè e codesta merendina, hai una giornata al conservatorio che ti aspetta e probabilmente tornerai a casa alle 16.00 senza aver ancora mangiato una briciola di pane e con in mente ancora quella merendina con tazza di caffè. Una cosa piacevole è quando, lei, con voce sottile e calma, ti chiede qualcosa che sia fuori dall'aula... Neanche il Manzoni potrebbe descrivere la veemenza delle tante mani alzate per riuscire a fare una breve pausa dalle sue interminabili lezioni di storia, grammatica e geografia. La questione non è ancora finita perché se, mentre lei spiega tu non hai in mano una biro oppure sei quasi "sdraiato" sul banco, vinci gratuitamente un tour nelle sofferenti pene delle urla descritte in precedenza;

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non importa se sia la quinta ora oppure tu sia "accoccolato" nel dolce pensiero del sogno che hai fatto la notte prima, per te: alcuna pietà. Il momento più bello resta il gatto Ciccio di cui lei è tanto innamorata. In questi ultimi anni, però, non ne ho più sentito parlare... Lo immagino racchiuso nella sua soffice pelliccia, accarezzato dolcemente da lei, tanto da far venire voglia di coccolarlo anche a te. Il nome rimarrà segreto visto che quest’anno ho gli esami di Terza Media e non vorrei essere bocciato!  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Matteo Greco, III B

La prof di matematica

 

La donzelletta vien nella sua classe in sul calar delle 8, col suo fascicolo di equazioni, e reca in man una verifica di relativi e frazioni, dunque,

come si suol, a dar voti ella si appresta

ma subito dopo pronta a far festa.

La mia prof di matematica svolge sempre lezioni basate sugli esercizi alla lavagna, entro fine lezione riempie di problemi subdoli o espressioni kilometriche assumendo in modo ferreo la tecnica dell’horror vacui.

A ogni lezione scrive talmente tanto che svuota dalle 3×(34+1×(-2))÷3 alle 16×(3×2-8÷4) scatole di gessi e fino ad ora ha mandato in fallimento 17 fabbriche in tutta la sua carriera.

Quando gira per i corridoi viene scambiata per un fantasma perché, pur essendo vestita in modo sublime ed elegante, libri e polvere di gesso la ricoprono da cima a fondo.

 

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Giacomo Corbellini, III L

 

Il prof di Sostegno

Il mio professore di sostegno è un uomo vestito di tutto punto. La sua ventiquattrore rilegata in pelle è colma di fogli, documenti, annotazioni, post it, scontrini dell'Esselunga e la tesi di laurea in ornitologia di suo cugino di 6 grado. È riuscito a guadagnarsi il rispetto di tutti noi studenti, principalmente perché quando entra in classe, non andandogli a genio la tecnica plebea dello scambiarsi i saluti, decide di lanciare degli “urli di benvenuto” che farebbero invidia al migliore alpino cimentatosi nello yodel da almeno 15 anni. Pensate che il prof ha salvato la vita a migliaia di persone durante la Seconda Guerra mondiale, poiché gli bastava salire su una altura, e in vista di un bombardamento, gli bastava urlare “OOH” senza bisogno di alcun amplificatore, e decine di cittadini si precipitavano fuori dalle loro case per rifugiarsi nel bunker più vicino. Si dice sia resistente alle radiazioni gamma.

 Oggi ha tentato di nascondere il suo passato da eroe di guerra per dedicare il suo tempo all'insegnamento.

L’università di Medicina e Chirurgia di Pavia, comunque, ha effettuato numerosi studi sulle sue corde vocali. Si è scoperto che sono fatte di acciaio inossidabile, sono resistenti al caldo, al freddo, alle esplosioni, allo spazio aperto e alle maratone di 12 ore di Pomeriggio Cinque.
Anche se sembra un comunissimo esemplare di insegnante di sostegno, non esita a intervenire quando la città ha bisogno di lui. Ha fatto da sirena ad una ambulanza, un camion dei vigili del fuoco, e anche se è difficile da credere, l'allarme che fino a qualche anno fa era udibile in tutta la città che annunciava la pausa agli operai della Cementi Rossi, è opera sua. Purtroppo è stato espulso da ogni stadio di ogni disciplina per via della sua abitudine nell'essere usato come vuvuzela vivente.
I nostri timpani sono tuttavia preparati. Risultati immagini per disegno maestro immagine Una volta su quattrocentocinquantasette miliardi, ovvero la possibilità di vincere la lotteria mentre si viene colpiti da un fulmine durante l'allineamento di tutti i pianeti del Sistema Solare, si creano delle discussioni fra lui e il prof di arte, di cui ho parlato in precedenza, che rischiano di dividere i continenti. 

 

Niccolò Clementi, III L

Il prof di matematica e scienze

 

Il nostro professore di matematica e scienze è particolarmente bizzarro. Le uniche “parolacce” che tollera
sono quelle matematiche, che per lui, sono i termini più complicati dell’aritmetica. Per esempio:
EQUAZIONE...inizia ogni lezione gustandosi una dolce leccornia, queste sue caramelle sono invidiate da
tutta la classe. Tutti i finti mal di gola sono per poter assaporare queste famose delizie. Ogni professore che
ripete in continuazione, ma per il nostro professore una sola non gli bastava. La più frequente è “yes, of
course”. Si ostina ad imparare l’arabo e queste lezioni le riceve dagli alunni capaci di parlare questa lingua.
Ovviamente le battute non mancano mai in una sua lezione, che siano giochi di parole o esempi scientifici
estremamente esagerati. Noi alunni riusciamo magicamente a fare un viaggio attraverso tutte le materie:
Storia (ricerche di matematici/filosofi di cui nessuno si ricorderà mai il nome).
Musica (le sue serenate molto ripetitive, con lo scopo di farci ricordare un concetto).

 

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In realtà solo una cosa ci è rimasta davvero impressa, ovvero quel giorno in cui ha banalizzato l’appendiabiti
della classe appendendo la sua giacca alla maniglia della finestra. I suoi problemi matematici contengono
sempre dei nomi molto bizzarri che creano delle vere e proprie avventure con dei protagonisti. Onofrio,
Saverio, Clotilde e Giovina sono solo alcuni dei tanti nomi inseriti dal prof nei nostri problemi matematici.


Chiara Dodi e Nagham Elazab, II O