#FrankiAmo

Parola d'ordine: curiosità! Diamo spazio ai vostri pensieri. Pubblichiamo i nostri e i vostri... avvenimenti, opinioni, scoop, elaborati e ancora... curiosità!

Scrivete qui: ilfrankino2.0@gmail.com

 

IL MONDO SI TINGE DI BLU… E ANCHE NOI

 

Il 2 aprile è la giornata mondiale sulla consapevolezza dell’autismo. E’ un evento internazionale
istituito nel 2007 dall’ONU. Il colore che rappresenta questa giornata è il blu perché ha diverse
sfumature come l’autismo e per l’ occasione si addobbano le strade con palloncini e nastri BLU.
L’autismo è una sindrome che porta a compiere azioni ripetitive e insolite che portano
all’isolamento del ragazzo. Si celebra questa giornata per far conoscere la sindrome alle persone,
per eliminare ogni tipo di pregiudizio. Per l’occasione, anche la nostra scuola ha partecipato
all’iniziativa, decorando la scuola con palloncini blu e cartelloni realizzati dai ragazzi. E alcuni
prof hanno regalato dei nastrini azzurri agli studenti. In alcune classi si è parlato di questa
ricorrenza mostrando video e sensibilizzando gli alunni. I ragazzi affetti da questa sindrome non
devono essere discriminati. La scuola è l’incontro di tante realtà che permette di ridurre le difficoltà
nel socializzare con altre persone, e promuove l’ inclusione nel gruppo classe. A scuola si
promuovono molte attività e progetti, al fine di creare sinergie di lavoro e favorire un progetto di
vita basato sulla uguaglianza ed equità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La redazione del FRANK…INO

 

LA PARTITA DEL CUORE

 

Martedì 19 marzo, circa 6000 studenti (tra classi elementari, medie e superiori) si sono recati allo Stadio Garilli di Piacenza per assistere alla

“Partita del cuore” che ha visto contrapposte vecchie e nuove glorie del calcio piacentino, ma anche giornalisti italiani come Max Laudadio, Jimmy
Ghione, Moreno Morello e il famosissimo Gabibbo, inviati di “Striscia la notizia”.

La partita era stata organizzata dai
rappresentanti del “Progetto Vita”, che si occupa di installare i
defibrillatori nei luoghi pubblici della città. Appena giunte, le varie
classi hanno potuto assistere alle simulazioni dell’uso di un
defibrillatore ed effettuarle.

La partita tanto attesa inizia alle 10:45 con un ritardo di 45 minuti,
tra le esultazioni e il tifo per Filippo Inzaghi, un grande calciatore
nato a Piacenza. La partita si conclude con il risultato di 8-2 per la squadra

comprendente giornalisti e nuove glorie del calcio piacentino, anche

se purtroppo molte classi, a causa degli autobus che avevano un
orario già stabilito, rientrate verso mezzogiorno a scuola.

E’ stata un’esperienza che, pur non avendo soddisfatto del tutto le nostre aspettative (volevamo restare a tutti i costi!),
è stata divertente, un modo semplice per salvare la cosa che più ci sta a cuore: la vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ferrari Federico, Edoardo Piroli, Zuffi Filippo, I F;  Laura Repetti e Alice Petralia II G

 

MILANO... TRA CULTURA E CREATIVITA'

 

Il 19 Marzo 2019 le classi 3L e 3H sono andate in gita a Milano. Le classi si sono ritrovate davanti all’istituto Anna Frank alle ore 8.00,

per poi partire alle ore 8.20 e arrivare alle ore 10.00 in piazza Scala. La classe 3L è partita visitando, presso “le Gallerie d’Italia”,

la mostra “ABC di Manzoni” mentre la 3H il museo del ‘900.

 La mostra era incentrata sulla scoperta diverse curiosità su Alessandro Manzoni,

come l'incontrato con Napoleone e Garibaldi o che è morto per una commozione celebrale

causata da una caduta. Devo ammettere che la guida non è stata delle migliori: sembrava

una prof intenta a interrogare. Credo che abbiamo parlato più noi alunni che lei!

Alla fine della mostra ci siamo recati alla “Casa del Manzoni” dove abbiamo visto la sua casa.

Dopo pranzo abbiamo proseguito la gita al museo del ‘900 dove abbiamo visitato la parte relativa al Futurismo.

La guida è stata molto più brava rispetto a quella precedente.

Finita le visita abbiamo svolto un laboratorio sullo “stop motion”:

abbiamo creato delle vignette, le abbiamo fotografate e abbiamo creato un breve video.

La partenza da Milano è avvenuta alle ore 17.30 e l’arrivo a Piacenza alle ore 18.30.

 

Battini Elisa, III L

 

NO PLANET, NO PARTY


Oggi è il 15 marzo. A molti potrebbe sembrare una giornata normale o
addirittura monotona; ebbene si non siete abbastanza informati e per
questo ci sono io che vi informerò... Oggi è il giorno della marcia per
salvaguardare l'ambiente!!
Tutti sanno del riscaldamento globale, un fatto dovuto al cambiamento
di clima, alle deforestazioni, all'allevamento intensivo, ai gas serra
nell'aria, scioglimento dei ghiacciai e tanti altri motivi, di cui solo l'uomo
può esserne il colpevole. Senza l'uomo il mondo sarebbe definitivamente
un posto migliore. Madrenatura ci ha creato con amore e noi la stiamo
uccidendo poco alla volta. Questa è una cosa davvero terribile, da non
sottovalutare. Tuttavia quasi tutte le nazioni stanno cercando di fare
qualcosa per l'ambiente,pur non potendo chiudere le fabbriche
inquinanti a causa di motivi economici, tutte tranne l'America che è un
grandissimo stato il cui presidente è Donald Trump. Egli sostiene che il
riscaldamento globale non esiste, e ha rimosso l'America dal contratto
di Parigi, organizzazione dove il mondo si unisce per contrastare i
cambiamenti climatici, consentirà le trivellazioni petrolifere sulle coste
dell'Atlantico, farebbe ripartire il progetto Keystone XL, oleodotto che
dovrebbe trasportare in Texas il petrolio e infine vuole smantellare la già
esausta Agenzia Americana per l'ambiente: l'EPA.
Oggi nel mondo (tranne in America) si è svolta una manifestazione
internazionale contro il riscaldamento globale il quale hanno
partecipato ragazzi,studenti,persone comuni,lavoratori e molte altre
persone, lanciando #fridaysforfuture .
Questa idea è partita da una ragazza svedese di 16 anni, Greta
Thumberg, la quale ha fatto un discorso con l'ONU riguardo al
riscaldamento del pianeta. Costei ha fatto un discorso impressionante,
che ha lasciato a bocche aperte i rappresentanti dell'ONU. Spero un
giorno di poter diventare come lei, una giovane eroina del pianeta.
Anche nella nostra piccola città, Piacenza,si è svolto l'evento. C'erano
cartelloni e manifesti con scritto ogni cosa. Per chiudere l'articolo vi
citerò i motti che mi hanno colpita di più:
- Ci state rompendo i polmoni!!
- Perchè l'uomo vuole conquistare la Luna se poi finisce per perdere la
Terra?? [scritto da me e mia sorella].
- Non c'è un pianeta B!!

- Siamo diventati la malattia del pianeta dobbiamo diventarne la cura!!
NO PLANET, NO PARTY.

 

Caterina Larsen, II O

 

 

 

Lettera degli alunni 1°A e 3°A "Nicolini" alla sindaca di Piacenza, in occasione della manifestazione del 15 marzo 2019

 

 

Signora Sindaca, Signori Assessori,
venerdì 15 sarà una giornata speciale per noi, scenderemo in piazza a manifestare per
la salute del nostro pianeta, un piccolo pezzo della nostra inarrestabile marcia verso il
futuro.
Non ce ne vogliate ma, per dirla come la piccola grande Greta Thunberg, vi
consideriamo non solo parte del problema, ma anche del passato, veri e propri fossili
viventi.
Abbiamo ben chiaro nella nostra mente la città che vogliamo, una città che, pensate un
po’, voi non siete neppure stati in grado di immaginare.
I nostri giovani polmoni sono già malandati, le soluzioni in campo assolutamente
fallimentari: la sicurezza che tanto invocate passa, ahinoi, attraverso la danza della
pioggia, l’unica in grado di ripulire l’aria che voi adulti vi ostinate ad inquinare.
Forse non lo sapete ma già alle medie studiamo i Principi della Termodinamica che
purtroppo temiamo vi siate dimenticati. Progettate centinaia di migliaia, qualcuno dice
milioni, di ulteriori metri quadrati di cemento per costruire supermercati e capannoni
ma sembrate ignorare che più merci chiamano maggiori consumi di energia, che in
realtà non si consuma ma si trasforma da una forma ad un’altra, trasformazioni che a
loro volta si traducono in aumento di entropia che significa disordine, caos climatico
dunque eventi meteorologici estremi.
Poi vi stupite per le “bombe d’acqua” che da noi, più che altrove, portano frane e
alluvioni, col tragico corollario di ingenti danni e povere vittime.
Ignorate pure, noi lo studiamo in prima, che l’entropia si può tenere a bada, perché
vincerla è impossibile, “facendo cose con la luce”.
Proprio così! La Fotosintesi Clorofilliana (le maiuscole ad esaltare la miracolosa
potenza di tale processo) cattura il carbonio dall’atmosfera, lo trasforma in carbonio
organico che si deposita nella biomassa, nel suolo e nel sottosuolo.
Ma voi fino ad oggi avete remato esattamente in senso contrario: ci avete lasciato
solo 28 mq di verde a testa, in cento a dividerci l’effetto salubre di appena 8 alberi,
bruciate i rifiuti e raccontate la favola che sono spariti.
Abbiate pazienza, non è per scortesia che vi diciamo questo ma perché è scritto sui
libri che studiamo a scuola; studiamo sodo sapete, e lo facciamo volentieri consapevoli
che attraverso l’istruzione arriveremo a progettare e a realizzare un futuro migliore
di quello che avete immaginato per noi.
Stiamo insomma capendo un poco alla volta che il nostro vero obiettivo non sarà
trovare in futuro un posto di lavoro a Piacenza ma lavorare, fin da ora, perché
Piacenza diventi un luogo dove valga la pena trovare posto.
La salutiamo cordialmente Signora Sindaca dandole appuntamento venerdì mattina
sotto le finestre del suo ufficio in Piazza Cavalli. Se sentirà gridare, cantare,
fischiare e suonare non si preoccupi, o forse si, saremo noi, saremo in tanti, quelli
dello “skol strejk for klimatet”.

Le alunne e gli alunni della Scuola Media Nicolini

 

TOSCA AL MUNICIPALE

 

Il giorno 13 marzo 2019 era in programma (per gli interessati) un’ opera lirica di Puccini.

Non è la prima volta che ci viene offerta una rappresentazione non ufficiale dell’opera (la prova generale),

e molti amanti della lirica si sono affrettati a prendere i biglietti tramite la professoressa Capelli.

Il titolo deriva dal nome della protagonista ( appunto Tosca ).

Inizialmente nel 1887 Tosca venne rappresentata al teatro di Saint Micheal di Parigi dove il successo fu limitato,

ma Puccini non si arrese e in seguito fece dei tagli enormi che diminuirono l’ opera a 3 atti invece che 5.

Dopo i cambiamenti, venne rappresentata a Roma dove invece l’ opera piacque tantissimo e ebbe un grande successo.

La storia è ambientata in una chiesa all’ inizio dell’ 800 quando Napoleone aveva dei conflitti con il Papa.

Nella chiesa lavorava un pittore, Mario, il marito di Tosca; Angelotti, un napoleonico fuggito dal carcere, trovò rifugio dai coniugi.

Una delle opere che stava realizzando Mario ritraeva il ritratto di una duchessa e tale quadro scatenò la gelosia in Tosca.

Scarpia, il comandante delle forze armate, che era innamorato di Tosca, seguiva, intanto, le tracce del fuggitivo fino ad arrivare alla chiesa, dove incontrò Tosca.

Scarpia cerca di insinuare in Tosca il dubbio della presunta tresca tra Mario e la Duchessa, per aumentare la sua gelosia e metterla contro il marito, e gli fece notare il ventaglio nella chiesa lasciato dalla presunta amante.

Così finisce il primo atto.

Il secondo atto è invece ambientato in un distretto di polizia dove Mario viene torturato, per le sue idee politiche, ma non confessa; allora Scarpia abusa della debolezza di Tosca, che soffriva per le sofferenze del marito, facendola confessare offrendole un lascia passare e proponendole un contratto con cui lei si impegnava a scappare via con lui.

Dopo la firma del contratto lei però lo uccide e finisce così il terzo atto in cui Angelotti si suicida.

Il terzo e ultimo atto è dedicato alla architettata sparizione di Mario per sfuggire alla persecuzione.

Mario scrive una lettera all’ amata Tosca che lo raggiunge per comunicargli la notizia: insieme, ridendo, architettano la finta morte di Mario.

Mario dopo gli spari a vuoto avrebbe dovuto naturalmente buttarsi a terra e li aspettare fino al segnale di Tosca per poi scappare e non farsi mai più vedere.

Ma non andò così: i colpi lo colpirono a morte e lei disperata si suicidò per colpa della troppa sofferenza e dell’atrocità di quella vita crudele e brutale.

Una bella opera che val la pena di vedere!

Matteo Greco, III B

 

UN GIORNO PER RIFLETTERE... A FOSSOLI

 

Il giorno 8 marzo le classi 3L e 3H sono andate al campo di concentramento di Fossoli.

Le classi sono partite alle 8.00, davanti all’istituto Anna Frank, per poi arrivare a destinazione alle 10.00 circa.

Arrivati a Fossoli le classi sono state divise, e la 3L è stata accolta dalla guida Nadia che, a parer mio, è stata molto brava.

La guida ci ha spiegato che il campo è formato da tre blocchi principali: la gendarmeria, il blocco di capanne destinato

agli ebrei ed uno destinato agli oppositori politici.

Il campo è stato costruito nel 1942 e, inizialmente, era utilizzato come campo di prigionia.

Esso è stato poi scelto per “ospitare” gli oppositori politici e gli ebrei per la posizione strategica:

infatti si trova davanti a una strada e intorno non c’è nulla in modo tale che chi riuscisse a scappare non potesse nascondersi dietro a niente.

Il campo, nel dopoguerra ha attraversato due importanti fasi: 1947-1953 è stato abitato da una comunità di bambini orfani di guerra;

1954-1970 vi ha abitato il villaggio di San Marco (villaggio di profughi).

Ovviamente questa gente ha adattato il campo alle proprie esigenze facendo delle capanne delle scuole, delle case, dei negozi…

All’interno del campo è presente solo una capanna restaurata, all’interno del quale vi è un modellino del campo.

Dopo aver finito la visita al campo siamo andati al museo di Carpi. La guida ci ha spiegato che il museo

è formato da varie stanze le quali, ad eccezione della prima e dell’ultima, hanno delle scritte incise nel muro,

che sono le ultime parole incise dai condannati a morte, e delle teche contenenti foto e oggetti vari.

La prima stanza ha inciso sul muro una frase di Bertolt Brecht tratta dal libro “La resistibile ascesa di Arturo Ui” 

che “introduce” il museo, mentre sulle pareti dell’ultima stanza sono incisi una piccola parte dei nomi di tutti coloro

che sono stati deportati dall’Italia.

Dopo aver visitato il museo siamo andati in un locale dove abbiamo pranzato e svolto il laboratorio sulle leggi razziali.

Devo dire che è stata una giornata molto interessante perché ho imparato molte cose nuove. 

Battini Elisa, III L

 

LA FESTA DELLA DONNA

 

La festa della donna è celebrata il giorno 8 marzo.

Penso che nessuno sappia il vero motivo del perchè venga festeggiata; credo che tutti una volta nella vita se lo siano chiesto,

perciò l'ho ricercato nel web.

L'idea della giornata internazionale della donna è nata negli Stati Uniti nel 1910.

Non sono, però, chiare le motivazioni che spinsero a scegliere questa data. Una leggenda narra che nel 1857 un padrone di una fabbrica chiuse in essa alcune donne perchè non partecipassero a uno sciopero e qui persero la vita a causa di un incendio. Sembra però realmente accaduto un fatto del genere, ma in febbraio.

Questa festa, in ogni caso, è dovuta al Partito Socialista, il quale ha permesso alle donne di partecipare a scioperi e a ottenere numerosi diritti.

Perchè si regala la mimosa durante questa festa?

La scelta dei fiori gialli, la mimosa, risale invece al 1946. Le organizzatrici delle celebrazioni cercavano un fiore economico e che fosse di stagione. Hanno scelto la mimosa anche perchè è simbolo di purezza, appena lo tocchi esso si frantuma.

Nel mondo ci sono troppi casi di femminicidio, di uomini che molestano le donne o di mariti che non sopportano che la loro moglie li voglia lasciare e quindi le uccidono; tuttavia la vera festa verrà celebrata veramente quando nessuna donna verrà uccisa e mi auguro che questo avvenimento succederà al più presto; vorrei ricordare che la festa della donna dovrebbe essere tutti i giorni, non solo una volta all'anno.

 

 

Approfitto di questo articolo per ringraziare Kelvin Ankoma, un ragazzo della nella nostra classe, l'unico a ricordarsi della festa della donna e che ha portato a ciascuna ragazza un cioccolatino (comprese le prof).

                                                                 Caterina Larsen, II O 

 

IL PROGETTO BALLO


Dal 16 Gennaio, presso l'Elegancia Accademy dei maestri Alessandra e Filippo, stiamo partecipando al Progetto ballo.

Ci stiamo cimentando nella Bachata, un genere di ballo caraibico della Repubblica Dominicana degli anni 40.

Le nostre insegnanti hanno contribuito alla conoscenze tra le classi 2° O 2° M 2° H e 1° H .

Stiamo cominciando a preparare una coreografia
per il saggio del 30 maggio presso il Politeama di Piacenza. Verranno poi selezionate 4 persone

che avranno la possibilità di avere una
borsa di studio per un anno nella stessa accademia di ballo.

Fino ad ora i passi sono sembrati un po' difficili ma

siamo riusciti ad impararli. Ho osservato che i maschi ( stranamente ) hanno dei passi semplicissimi ma
facevano lo stesso fatica, mentre le ragazze con passi più difficili sono più esperte. Inoltre in ogni
lezione abbiamo un premio: una maglietta per i ballerini che dimostrano più impegno. Ci diverte
molto e non vediamo l’ora della prossima lezione.

Nagham Elazab,II O

 

 

 

 

Intervista ai maestri di ballo dell'Elegancia Academy


Le classi 1°H, 2°O, 2°H, 2°M stanno partecipando al progetto di ballo. Abbiamo fatto alcune domande a Filippo ed a Alessandra, gli insegnanti di ballo.

 

Buongiorno, vorremmo farvi alcune domande, riguardo alla vostra passione/lavoro.


Filippo e Alessandra: Certamente, fate pure!!

 

A che età avete iniziato a ballare?


F e A: Filippo ha iniziato a 6 anni, io, Alessandra, ho iniziato a 12 anni.

 

Da quanto tempo insegnate danza?


Insegniamo da circa 10 anni.


Cosa provate mentre ballate?


F e A: Mentre balliamo proviamo una sorta di emozione mista a felicità e passione.

 

Qual è il vostro genere preferito?


F e A: Il nostro genere preferito è la danza caraibica.

 

Avete mai partecipato a delle gare? Se si, avete mai vinto medaglie o trofei?


F e A: Si, siamo arrivati 6° ai campionati d'Europa.

 

E' la prima volta che accettate un progetto scolastico?


F e A: Si, abbiamo fattto un corso di bachata solamente con un centro estivo, ma con le scuole... Sì, è la prima volta.

 

Volete dire qualcosa a quelli che conoscono poco il "mondo" del ballo?

 

F e A: Sì, gli consiglio di venire a provare perchè è veramente interessante, appassionante ed emozionante.


Grazie mille, l'intervista si conclude qui. Arrivederci!


F e A: Grazie a voi, alla prossima!!

 

Caterina Larsen, Emma Fermi II O

 

 

GIORNO 1

Finalmente è arrivato il grande giorno! Domenica 17 febbraio siamo tutti pronti per la partenza della tanto attesa settimana bianca! Il ritrovo è sul piazzale dello stadio alle 12 ma quasi tutti, ansiosi di partire, arriviamo prima. Caricate le valigie sui pullman, i bus pieni di sciatori partono. Eravamo talmente tanti che ci sono stati voluti ben tre pullman per trasportarci tutti!

Dopo 3 ore di viaggio e una sosta all’autogrill arriviamo finalmente a Folgaria. Appena arrivati ci smistano nelle nostre camere, dove abbiamo un po’ di tempo per disfare le valigie. Subito dopo esserci sistemati, partiamo per andare a noleggiare sci e scarponi. La sera, dopo aver cenato, ci danno tutte le comunicazioni necessarie all’organizzazione del giorno dopo e ci consegnano le pettorine e gli skipass, che avremmo poi usato per tutta la settimana.

 

GIORNO 2

Lunedì, primo giorno di sci. Sveglia alle 7:00, come sarà poi per tutta la settimana. Alle 7:20 colazione e alle 8:20 tutti pronti sullo skibus. Arrivati alla pista principale, Fondo Grande, i maestri ci dividono in principianti, medi ed esperti. Poi, ognuno con il suo maestro, cominciamo la lezione, che dura due ore. Nell’ora successiva facciamo invece sci accompagnato, che consiste nello sciare tutti insieme con un solo maestro. Finalmente arriva ora di pranzo, così torniamo in albergo, mangiamo, stiamo un attimo in camera per riposarci un pochino e ripartiamo per le piste.

Dopo aver sciato per altre due ore, ci laviamo, scendiamo a fare un po’ di compiti e poi andiamo a cena. La seconda sera è stata molto più divertente della prima, perché alcuni ragazzi della Frank hanno insegnato a tutti alcuni passi di bachata e abbiamo ballato tutta la sera. Inoltre noi ragazze di 2°A, ci siamo esibite in un balletto che avevamo ideato nei giorni prima a scuola, nelle ore di

ginnastica. Ballare davanti a tutti all’ inizio ci spaventava; infatti solo poche di noi volevano farlo, ma poi ci siamo convinte.

 

GIORNO 3

La routine della mattina era sempre la stessa per tutta la settimana. Ma martedì pomeriggio abbiamo fatto qualcosa di diverso dal solito: abbiamo fatto una passeggiata e siamo arrivati alla pista degli slittini. Ci siamo divisi in coppie e abbiamo fatto 4 corse a slittino. E’ stato molto divertente perché si andava velocissimo e ti sentivi molto libero. La sera è stata una delle più divertenti. Ogni corridoio doveva scegliere un gruppo di persone da travestire, pettinare e truccare; i prescelti sfilavano poi in mezzo a noi altri ragazzi, che abbiamo votato per il nostro gruppo preferito. Ha trionfato su tutti gli altri “Il ritorno di Pippi Calzelunghe”.

 

GIORNO 4

Il mercoledì è stato, con anche il venerdì, uguale al lunedì; quindi tre ore di sci la mattina, pranzo e due ore il pomeriggio. La sera, dopo aver fatto i compiti e aver cenato, ci ritroviamo nel salone a scatenarci con la musica scelta da un “dj” speciale: la nostra professoressa di italiano. Anche le prof si sono divertite, ballando insieme agli alunni!

 

GIORNO 5

Ormai noi ragazzi avevamo preso il ritmo del programma mattutino, arrivavamo sempre in anticipo, ci eravamo abituati, insomma. Questo pomeriggio abbiamo fatto qualcosa che sinceramente non ci aspettavamo proprio: siamo andati a Folgaria, in paese! Ci hanno anche lasciato del tempo per gironzolare per i pochi negozi che erano presenti in una certa zona che ci avevano indicato i professori. Molti hanno comprato delle cartoline, dei braccialetti o delle calamite; qualcuno ha anche preso quelle palle di vetro che quando le scuoti si cospargono di neve. La sera è stata bellissima perché i professori ci avevano detto di preparare qualche balletto, scenetta o esibizione musicale che poi avremmo dovuto presentare davanti loro e a tutti gli altri e ci avrebbero dato un giudizio eleggendo poi un vincitore. Eravamo tanti gruppi e, siccome i professori non volevano fare torto a nessuno, hanno annunciato tutti vincitori.

 

GIORNO 6

Eccoci arrivati all’ ultimo giorno di sci. Negli occhi di molti dei nostri compagni si vedeva l’agitazione per l’ imminente gara pomeridiana. Purtroppo non tutti sono riusciti a gareggiare per motivi di salute. La gara al pomeriggio e la premiazione alla sera prima di cena; io, personalmente, ero più agitata alla premiazione che alla gara per qualche strano motivo che non mi è ancora chiaro. La serata era organizzata in questo modo: all’ inizio si pensava che i ragazzi dovessero invitare le ragazze a ballare ma poi, per molte, non è stato così. Comunque si ballava e si cantava divertendosi tutti insieme.

 

GIORNO 7

Ritorno: eravamo tutti un po’ tristi ma contenti dell’ esperienza. Questa settimana è stata bellissima per le attività, per gli amici, per il tempo favorevole (c’era

sempre il sole) e per i pasti. Spero vivamente che ci potrà ricapitare un’ opportunità come questa!

 

 

Marta Gavello e Alice Carini, II A

 

 

 

 

 

Eccomi ritornato con una nuova e fresca intervista , questa volta mi sono intrufolato in un gruppo di seconda per svolgere delle domande ad alcuni partecipanti della settimana bianca, svolta dal 17/2 al 24/2.

Raffaella, Filippo L., Vittoria, Cristina, Cristina V. e Filippo Z. hanno risposto, ancora entusiasti, alle mie domande.

 

 

Vi siete divertiti e quali sono le emozioni che avete provato in questa “VACANZA”?

 

Ci siamo divertiti molto, abbiamo passato una felice e divertente settimana in

montagna, lontani dai pensieri. Una delle cose che ha permesso di essere felici e

senza pensieri nella testa era che eravamo in buon compagnia.

 

Sapevate già sciare o avete provato in questi giorni?

 

Alcuni di noi sapevano già sciare, altri invece no ma abbiamo comunque

imparato in fretta e Domenica eravamo già dei campioni!

 

Come erano le stanze?

 

Le stanze, se proprio dobbiamo fare una critica erano molto piccole , in alcune

camere erano mal disposti i letti, per il resto è andato tutto come ci aspettavamo che

andasse.

 

Ci sono stati incidenti e qualcuno si è ammalato?

 

Un solo incidente grave di uno che si è girato il ginocchio, per il resto tutto

bene, a parte qualcuno che si è ammalato e si è rovinato la settimana.

 

Come erano strutturate le giornate?

 

Ci alzavamo alle 7.00 del mattino perché alle 7.20 dovevamo essere giù per

fare colazione.

 

I momenti migliori?

 

Emozionanti giornate passate a sciare o comunque in compagnia.

 

Noi in settimana bianca, l’anno scorso, avevamo "sigla" di fine giornata,

voi avevate una canzone con lo stesso ruolo?

 

Sì, anche noi ne avevamo una di canzone: "La settimana bianca"!

 

Avreste voluto restare?

 

Sì, volevamo restare per un ‘ altra settimana, anche perché è passata molto velocemente.

 

 

Matteo Greco, III B

 

 

 

 

7 FEBBRAIO: GIORNATA NAZIONALE CONTRO BULLISMO E CYBER-BULLISMO

 

Il 7 febbraio 2019 è la Terza Giornata Nazionale contro il bullismo e cyber-
bullismo.La prima Giornata è stata nel 2017. Le scuole italiane di tutte le città                                    Risultati immagini per 7 febbraio bullismo

vengono uniti dal NODO BLU,simbolo di questa Giornata Nazionale. I bulli hanno
cominciato a perseguitare le proprie vittime attraverso i social. Oggi i social sono il
centro della vita di molti adolescenti,attraverso i quali insultano pesantemente
persone innocenti. Ci sono testimonianze di ex vittime,trasformatesi in vip nel
mondo dello spettacolo che hanno subito atti di bullismo ad esempio Ed Sheeran,
Kate Winstel, Rihanna, Selena Gomez...

Nelle istituzioni scolastiche italiane sono state chiamate a dire "NO" al bullismo a

scuola, dedicando la giornata ad azioni di sensibilizzazione rivolte non solo agli
studenti ma a tuttà la comunità.

 

Bekshiu Alesja, III N

 

 

I BULLI SIAMO NOI

Alcune classi terze hanno presenziato allo spettacolo “I bulli siamo noi” presso il “Teatro dei Filodrammatici” di Piacenza. Lo spettacolo, un insieme di tante storie, si apre con la scena di una madre e un padre preoccupati per il proprio figlio che da un po’ si comporta in modo strano. I due genitori stringono il campo a due possibilità; discutono e si confrontano riguardo alla fase di passaggio dell’adolescenza, oppure che il figlio sia... BULLIZZATO. In realtà il ragazzo è davvero isolato dal mondo che lo circonda. Nella sua stanza confiderà al suo diario segreto i suoi pensieri e le sue agitazioni.

In un’altra scena si presentano due amiche, una viene presa di mira da un gruppo di ragazzi e l’altra non fa nulla per aiutarla. Un giorno accade che le due amiche si presentano a scuola (una coincidenza) con la stessa maglia. I bulli iniziano a prendere in giro anche l’altra ragazza che a un certo punto si stufa; quindi, invece di difenderla almeno questa volta, obbliga l’amica a togliere la maglia: la giovane si copre con le mani il petto ma l’altra, in una reazione di impeto, le butta a terra la T-shirt.

Nella terza e ultima parte dello spettacolo teatrale hanno mostrato storie di persone famose che in passato sono state vittime di bullismo. Hanno infine letto lettere di ragazzi morti a causa del bullismo per testimoniare l’esistenza di un fenomeno ancora radicato oggi tra i giovani.

 

Hazini Wissal, III I

 

 

LO "STRANO" UNIVERSO DEGLI "STAGIONATI"

 

Sono qui per raccontarvi l’esperienza della III N.                                                                                                                

Ultime 2 ore del 7 febbraio: lezione degli “Stagionati”.... ma non si è presentato nessuno.

Chi sono gli “Stagionati”? Facciamo un passo indietro…

Arzilli vecchietti dal motto “E’ BELLO AVERE IDEE, E’ MEGLIO REALIZZARLE”.

Girano nelle scuole piacentine per raccontare le tradizioni e gli usi del passato.

Tra i tanti laboratori, ricordo quelli dei giochi del passato, della vita dello studente di un tempo e dei mestieri.

Ritornando alla stranezza, semplicemente è stato confuso il mese di febbraio con quello di marzo,

segnando la data “7 febbraio, dalle 12 alle 14" con "7 marzo, dalle 12 alle 14", due giovedì.

Alla fine abbiamo fatto lezione (2 ore di scienze) che sembravano che non finissero più.

Oggi, 21 febbraio, uno degli “Stagionati” ha spiegato la nascita dell’Universo,

attraverso modellini di pianeti, poi un power point sullo studio dello spazio, da Galileo a oggi.

Pur essendo una lezione tradizionale,

abbiamo avuto l’opportunità di approfondire un argomento trattato in classe.

 

Bekshiu Alesja, III N

 

Legalità: chiarimenti ed esperienze

 

Il 5 febbraio 2019, nell'Aula Magna del plesso "A. Frank", le classi terze hanno partecipato a un incontro

con i carabinieri di Piacenza.
Durante l’incontro, il capitano Bezzecchieri e il maresciallo Furi ci hanno spiegato come sia facile compiere
azioni sbagliate, come, ad esempio, un solo tiro di sostanze illegali ti possa far cadere in un tunnel senza fine e senza luce.

Per farci capire meglio, ci hanno raccontato di un ragazzo che è andato in overdose ben 2 volte perché non era capace di
smettere e di ribellarsi alla sua stessa indipendenza, e di come sia stato difficile poi riprendersi e tornare alla vita "normale".

Questo è stato solo uno degli argomenti trattati: ci hanno parlato dell’importanza del chiamare i Carabinieri in situazioni sospette,

dell’utilizzo consapevole dei social e del diffuso cyberbullismo, tema già affrontato in passato. Tutto quello che viene postato o
cancellato sui social è sempre e comunque rintracciabile e, per questo, ci hanno pregato di stare attenti.
Questo incontro è stato molto utile perché ci ha insegnato che ad ogni azione corrisponde una conseguenza e che le forze

dell’ordine saranno sempre pronte ad aiutarci.

 

Battini Elisa, III L

 

SALVIAMO UNA VITA! 

 

Giovedì 14 febbraio, presso la scuola "Nicolini", si è tenuta una lezione su come utilizzare un defribrillatore e cosa fare in caso di arresto cardiaco. Ci hanno spiegato che la città di Piacenza detiene il record di maggior numero di defribrillatori nel suo territorio. Inoltre, finora, siamo a 116 persone assistite e salvate da persone laiche (non medici) grazie ad una conoscenza minima, ma efficace, del primo soccorso .

Ho prestato attenzione alle manovre da seguire: sono poche, ma da eseguire in 5 minuti prima che il cuore si spenga definitivamente. Per attivare le manovre, ci vuole la massima calma! Il primo passaggio si abbrevia in un acronimo: GAS (guarda, ascolta e senti per assicurarti che il paziente sia veramente colpito da un attacco cardiaco). Dopo ovviamente si chiama il 118 che assieme al defribrillatore ti darà le indicazioni necessarie per applicare le scosse. Non bisogna mai dimenticarsi di attaccare gli adesivi sul torace scoperto. Questi pochi passaggi da applicare servono per salvare la vita a una persona.

Alle prossime lezioni per approfondiremo l'argomento.

 

Matteo Greco, III B

PROGETTO VITA
 
Il progetto vita è un’iniziativa nata a Piacenza nel 1988. 
Inizialmente c’erano solo 20 defibrillatori in città ma già dal 2015 si è arrivati ad una quota di 600 defibrillatori e di 72 pattugie munite di essi.
Questo è stato presentato al preside dalla professoressa Andreani, la quale partecipa già da tempo al progetto con le sue classi medie di Vigolzone.
Dal 1 febbraio la professoressa, con una delle sue classi, la 2°G della scuola Anna Frank, mostra agli altri studenti della scuola cosa comporta il progetto, e come anche noi possiamo salvare una vita!
Attenzione! Se trovate una persona accasciata a terra non vuol dire che sia morta o che abbia avuto un attacco di cuore!
 Quindi...
Come usare un defibrillatore:
 
  • Chiamare il 118 che vi farà delle domande, mettere in “vivavoce" e mantenete la calma.
  • Controllare che la persona sia cosciente per farlo scuotere spalle delicatamente e se non è cosciente, riferirlo al telefono. 
  • Correre al defibrillatore afferrare gli elettrodi (se ce ne è uno altrimenti aspettare che arrivi un’ambulanza) e applicarli sul tora.
  • Rilasciare la scossa premendo il bottone diventato rosso, Il defibrillatore vi dirà quando rilasciare la scarica elettrica e pure di allontanarvi, se prendete la scossa non vi succederà nulla ma ce ne sarà meno per l’infortunato
  • Continuare a dare scariche elettriche (solo quando il defibrillatore dice di farlo!)e aspettare i soccorsi.
 
 
Prossimamente, il 19 marzo 2019 ci sarà anche la partita del cuore! di cui parleremo il prima possibile!
La classe II G

 

L'Assemblea delle emozioni

 

Giovedì 31 Gennaio, dalle 8.00 alle 10.00, presso l'Aula magna della "Frank", si è tenuta la prima mini-assemblea degli educatori di strada.

Come ogni anno, Maurizio Iengo, è venuto a parlarci di un argomento molto importante che quest’anno, per le terze, è "il controllo delle emozioni".

Ci ha spiegato che controllare le emozioni è molto importante per il futuro: infatti molte attività commerciali richiedono il controllo di esse e la gestione della rabbia.

La lezione non è stata noiosa perché accompagnata da molti video e spezzoni di film inerenti all’argomento come la scena del film “Rocky Balboa V”,

in cui Rocky parla al figlio, oppure del film “Inside Out”, il “film delle emozioni” per eccellenza.

A proposito del controllo della rabbia, ci ha mostrato diverse tecniche per “rispondere” agli insulti (immaginare che l’insulto venga cantato con una musica divertente).

Anche per questo argomento ci ha fatto ascoltare una canzone: “La vita com’è” di Max Gazzè.

L’incontro è stato molto utile perché ci ha fatto capire come gestire le emozioni negli attimi della vita, soprattutto nei momenti di difficoltà.

 

Battini Elisa, III L

 

 

UN’ODISSEA DIVERSA DAL SOLITO

 

L’11 Gennaio 2019, noi e tutte le classi seconde del Faustini ci siamo
ritrovati nella palestra della scuola, non per una bella battaglia di palla
prigioniera, bensì per essere il pubblico-attore dello spettacolo che i ragazzi del
Liceo Gioia hanno messo in atto per la "Notte del Classico". Lo spettacolo è
durato un’ora, dalle 13:00 alle 14:00; i ragazzi sono arrivati una mezz’oretta
prima ed era un po’ strano veder girare per i corridoi ancelle,divinità greche,
guerrieri ma anche alberi e zattere viventi!
I ragazzi hanno interpretato il Canto V dell’Odissea: nella prima scena gli Dei
discutevano del destino di Ulisse, che viene poi rimandato a casa. Infatti lui era
tenuto prigioniero all’isola di Ogigia dalla bellissima ninfa Calipso, che viene
costretta da Hermes, messaggero degli Dei, a lasciarlo partire. Ulisse riesce poi
a ritornare, anche dopo aver affrontato l’ira di Poseidone.
Noi li abbiamo aiutati a rendere lo spettacolo più vivo creando effetti sonori e
visivi: ci siamo travestiti da mare con felpe blu e guanti di lattice azzurro,
siamo diventati un bosco mettendoci dei cappelli verdi per imitare i pini,
abbiamo suonato xilofoni, maracas, triangoli, bonghi e cucchiai di legno usati
come legnetti.
E’ stata un’esperienza molto bella e diversa dal solito, anche perché i ragazzi
interpretavano benissimo i loro ruoli.

 


Alice Carini, Marta Gavello e Margherita Bonelli 2°A

 

 

 

 

               LA  GIORNATA  DELLA  MEMORIA

 

27 gennaio 1945, in questa giornata furono liberati i campi di concentramento. È bene ricordare questo avvenimento perché un domani non si ripeta.Gli ebrei vi sono stati rinchiusi per un tempo che in quegli anni sembrava interminabile.Fu un periodo in cui paura e sofferenza erano all’ordine del giorno.Oggi giorno queste brutalità sembrano dimenticate, ma non sono cosi lontane da noi. Nel mondo avvengono ancora delle tragedie ed è per questo che noi, generazioni del futuro, dobbiamo comprendere la storia e acculturarci. Noi giovani per documentarci su ciò che è accaduto possiamo guardare dei film, come   Il bambino con il pigiama a righe, un film di David Heyman, dove un bambino tedesco, Bruno, conosce un bambino ebreo, Shmuel, che si trova all’interno di un campo di sterminio. I due diventano dopo poco inseparabili, tant’è che Bruno entra nel campo con Shmuel, vengono, poi, intossicati da un gas tossico. Quando il padre, nonchè comandante, vede il corpicino innoncente di Bruno che giace a terra morto, inizia a piangere e capisce di aver commesso un errore irreparabile nella sua vita.

La nostra scuola, con il corso di teatro, nel 2015 ha realizzato uno spettacolo, chiamato Tour de Vie, che era totalmente dedicato alla Shoah. Ideato da Loredana Chicoli, Barbara Beltrani ed Elena Lucchini, questo spettacolo è stato portato a Serra San Quirico dove ha vinto il primo premio. Parla della vita di un grande ciclista che salvò tantissimi ebrei ovvero Gino Bartali. Quest’ultimo è considerato un giusto delle nazioni cioè colui che salvò la vita di persone innocenti. Nel copione è presente una poesia molto significativa: 

 

“Prima vennero per gli ebrei                                                                                                                                

e io non dissi nulla                                                                                                                                                  

perché non ero ebreo.

Poi vennero per i neri e io non dissi nulla,                                                                                                                                                 

mica sono nero, io!

E poi vennero per gli zingari,per gli omosessuali, per gli stranieri, per i disabili, per i vagabondi,

ma io distolsi gli occhi:sono forse zingaro, omosessuale,straniero, disabile, vagabondo?

E poi quando vennero per me

mi voltai e mi guardai intorno,non era rimasto più nessuno che potesse dire qualcosa”.

                                                                                                                                                    

Nei campi di concentramento non venivano solo sterminati ebrei, ma anche usati per esperimenti disumani e sfruttati per il lavoro. Il dottor Shumann faceva esperimenti spietati come:

-strappare i capelli e i peli di bambini, donne e persone fragili e usarli come coperte ed indumenti per i soldati

- congelamento di corpi e tante altre cose.

 

Scrivere queste cose ci ha fatto ragionare e pensare quanto le persone possano essere crudeli, quanto siamo furtunati noi che viviamo circondati dall’amore degli amici e dei familiari. Dovremmo imparare a lamentarci meno e ad accontentarci del benessere in cui viviamo perché queste persone desideravano solamente la libertà e stare con le persone che amavano.

 

Chiara Dodi, Emma Fermi e Caterina Larsen, II O   

 

INCONTRO MUSICALE... PER NON DIMENTICARE

 

25 gennaio 2019: le prof di Musica della scuola media “A. Frank” hanno organizzato un concerto,

con immagini proiettate, per non dimenticare la vita nei campi di concentramento.
È stato un concerto col ‘tutto esaurito’. Gli alunni coinvolti hanno suonato colonne sonore

tratte da famosi film ambientati nei campi di concentramento,

come ‘La vita è bella’ ‘Furyo’ ‘Schindler’s List’.

A turno le classi di tutta la scuola si sono recate in Aula Magna per assistere allo spettacolo.

Purtroppo, come in tutti i live, si è verificato un guasto tecnico:

non siamo riusciti a guardare i video. Nonostante il “fuori programma”,

lo spettacolo è andato avanti a gonfie vele, suscitando gradimento e

apprezzamento da parte del pubblico. Lo scopo di questo spettacolo,

oltre a ricordare “di non dimenticare”, è quello di lasciare un segno indelebile

nei cuori di noi ragazzi: in futuro non si dovranno più commettere le stesse atrocità del passato.

 

La classe II G

 

 

INCONTRO CINEMATOGRAFICO... PER NON DIMENTICARE

 

 

 

Le professoresse della scuola "Anna Frank", per il Giorno della Memoria, hanno deciso di far vedere, ai

ragazzi di terza, il film “Una volta nella vita”.

 Film del 2014, parla di una classe molto irrequieta e indisciplinata, e di una prof... Gueguen

 (Arianne Ascaride), che decide di farli partecipare al concorso nazionale sulla resistenza e sulla

 deportazione. Durante questo concorso, i ragazzi capiranno delle cose che li porteranno a vedere il mondo

 con occhi diversi.

 Il titolo originale è “Les héritiers”; i registi sono Marie-Castillie e Mention-Shaar. Il film ha ottenuto 1

 candidatura al premio Cesar.

 Il film mi è piaciuto abbastanza... Abbastanza perché non è il mio genere di film, ma tratta un argomento importante

 in modo diverso ed originale. È un film che consiglio a tutti coloro a cui interessa l’argomento della

 deportazione degli ebrei.

 

 

 

Elisa Battini, III L 

 

 

PET THERAPY 2019: IL CANE INCONTRA L'UOMO

Breve intervista agli alunni partecipanti ad alcuni incontri della Pet Therapy, progetto promosso dall'Istituto "A. Frank"

 

 

Sappiamo che ci sono stati due incontri: come vi sono sembrati?

 

Le istruttrici ci hanno fatto sentire subito a nostro agio, anche se nel primo incontro abbiamo avuto un po' di paura perchè alcuni di noi non erano abituati a giocare con i cani, così ci hanno spiegato innanzitutto il rapporto tra cane e uomo. Subito dopo abbiamo iniziato a conoscere e a giocare con i cani.

 

 

Lo rifareste?

 

Certo che sì.

 

Quali giochi avete preferito?

 

Abbiamo fatto un gioco dove facevamo finta di essere dei sassi e i cani dovevano saltarci ''sopra''. Un altro gioco è quello in cui dovevamo far passare i cani sotto le gambe, attirandoli con i croccantini che avevamo in mano.

 

Vi sono sembrati divertenti?

 

Sì, molto divertenti e i cani... molto ma molto pazienti!

 

Quale cane avete preferito?

 

Senza dubbio Woopy!

 

Con quali altri animali vorreste riprovare?

 

Secondo noi, i cani sono davvero i numeri 1!! Affettuosi ma sempre in guardia, "coccoloni" e unici!

 

Tra le tante attività, quale vi è piaciuta di più?

 

C'è davvero l'imbarazzo della scelta. Oltre ai giochi, ci siamo divertiti a disegnare, anzi, a rappresentare noi con i cani. Non dimeticheremo mai, però, la storia di un tenero cane, sopravvissuto a una brutta storia di maltrattementi.

 

Secondo voi, qual è il fine di questa attività?

 

Poter far avvicinare i cani a noi ragazzi, conoscere e capire il rispetto e la fiducia... semplicemente amarli. 

  

 

La classe I M

 

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